martedì 29 maggio 2012

Castan sarà della Roma

L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta che la Roma ha ormai messo le mani su Castàn difensore del Corinthians, per il quale si aspetta solamente il passaporto comunitario.
Mentre sul fronte Rolando il poblema è la differenza tra offerta della Roma (12 milioni) e richiesta del Porto (15 milioni) ma non è escluso ce le parti possano incontrarsi a metà strada.


Zeman chiede due regali: Verratti e Ogbonna

La fumata bianca ieri non è arrivata, ma Zdenek Zeman è sempre di più l'allenatore della Roma.

Ieri mattina il boemo si è incontrato con Franco Baldini trovando un'intesa di massima, poi in serata (prima della cena sociale) si è recato negli uffici del presidente Sebastiani per comunicare la sua scelta (...). «È vero, ho incontrato Franco Baldini e abbiamo parlato di tante cose — ha detto Zeman — Nei prossimi giorni ci risentiremo. Quando? Dipende dalla Roma».

LA GIORNATA - Baldini e Zeman si sono visti a metà strada, tra Roma e Pescara. Lì hanno parlato del futuro e anche di mercato, puntando il mirino sui due azzurri Ogbonna e Verratti (che per il boemo potrebbe anche dire di no al fascino della Juve, con cui c'era già un discorso ben avviato). Nel frattempo, nella Capitale si andava diffondendo la notizia della presenza di André Villas Boas in un albergo dell'Eur. Ma il portoghese a Roma non ci è mai arrivato, domenica era a Montecarlo per il GP di F1 e da lì è tornato a casa. Nello stesso albergo, però, sono poi spuntati Sabatini e il consigliere Baldissoni, il che ha infittito il giallo. Ma i due erano lì per un pranzo con Piero Chiodi, agente di Stoian e Lobont (sul centrocampista ci sono molte squadre, il portiere dovrebbe rimanere, piace a Zeman).

(...) Zeman (che porterà con sé Cangelosi e Ferola) ha staccato Villas Boas, l'altra opzione dopo che strada facendo avevano perso punti Montella e Bielsa (la Roma ieri lo ha ringraziato per la disponibilità). Il boemo in serata è andato da Sebastiani, per chiudere con il Pescara (al suo posto si punterà su Delio Rossi, ma c'è anche il sogno Gasperini, l'opzione Bergodi e il possibile ritorno di Di Francesco). «Rivedere Zeman alla Roma mi intriga — ha detto Spalletti — Speriamo che in questi anni abbia sistemato la fase difensiva».

PERCENTUALI RILEVANTI «L'allenatore lo annunceremo tra 3-4 giorni», ha detto ieri Walter Sabatini. Ma potrebbe succedere prima, magari anche oggi. «Zeman? Ci sono percentuali rilevanti che sia lui, dobbiamo mettere a posto ancora dei tasselli». Il tecnico boemo («Sono felicissimo del suo ritorno a Roma, per me è stato come un padre», sono le parole di Cafu) dovrebbe firmare per un anno come sua consuetudine, ma potrebbe anche fare un'eccezione, su richiesta della Roma. C'è da limare l'ingaggio: ballano 300 mila euro, il boemo ha chiesto un milione e 100. «Zeman non sarebbe una scelta di ripiego — chiarisce Sabatini — ma al di sopra di ogni altra ipotesi. E arriverebbe a prescindere dagli umori della piazza, perché vorrebbe dire dare un segno di continuità al calcio di Luis Enrique, visto che hanno un'idea comune di gioco. Più accorto in difesa? Dipende dai giocatori che aveva, non è cambiato nella testa e nella filosofia». Come non è cambiato Vincenzino Montella, su cui Sabatini ha aggiunto: «È un ottimo allenatore e continuerà a farlo. Se servirà, chiarirò il mancato accordo. Ma solo dopo l'allenatore della Roma». Manca poco, come ha detto ieri ai vicini Chiara, la moglie di Zeman: «Si torna a casa». Roma non vede l'ora.

Rolando, il Porto rifiuta l'offerta della Roma

Due giocatori del Pescara potrebbero seguire Zeman alla Roma: Marco Verratti, il centrocampista che tutta Italia insegue, e Marco Capuano, difensore classe ‘91 che si è messo evidenza nell’ultimo campionato di serie B. E’ più facile ed economico arrivare a Capuano (che come Verratti) piace al Napoli). Tanto più che Verratti, durante la festa celebrativa di sabato notte, ha annunciato al microfono che per un’altra stagione rimarrà al Pescara. In ogni caso Sabatini si allineerà alle indicazioni dell’allenatore prima di muoversi con il presidente Sebastiani.

GLI ALTRI AFFARI Intanto il procuratore di Doumbia, Jean-Bernard Beytrison, ha aperto alla Roma (e al Napoli). Doumbia, ivoriano del Cska Mosca, è il primo attaccante che Sabatini acquisterebbe. Il problema è costa più di 25 milioni. A queste cifre la Roma non può né vuole arrivare. E’ lo stesso problema che frena Sabatini su Rolando: il Porto non è ancora sceso dalla richiesta iniziale di 15 milioni. I giornali portoghesi ipotizzano che l’ultima offerta, 12 milioni, sia stata rifiutata. Più vicino Castan, difensore del Corinthians: la Roma ce l’ha in pugno. Ma prima di chiudere aspetta il parere di Zeman, oltre che il passaporto comunitario del giocatore.

Zeman-Roma, è questione di ore. Manca la firma

C'è l'accordo e la totale disponibilità del boemo. Ma la Roma prende tempo.


Manca solo la firma per il ritorno di Zdenek Zeman alla Roma.
Il boemo si è incontrato ieri con Franco Baldini, dg giallorosso: un faccia a faccia lontano dalla capitale e da occhi indiscreti per depistare tutto e tutti, mentre il ds Walter Sabatini era a pranzo all’Eur con il consigliere Mauro Baldissoni e l’ad Claudio Fenucci era a Milano impegnato in Lega.
L’assenza di Sabatini all’incontro con Zeman non deve (dovrebbe) sorprendere più di tanto perché anche lo scorso anno la Roma si comportò più o meno in questa maniera: Baldini volò a Barcellona per incontrarsi con Luis Enrique, raggiunse l’accordo e solo successivamente spedì Sabatini in Spagna (...)
Durante la chiacchierata con Baldini, Zeman - che ha confermato l’incontro («Mi sono visto con Baldini, ma dobbiamo rivederci. Quando? Dipende da loro, non da me. Io non do mai ultimatum») - è venuto a conoscenza diretta dei programmi futuri della società giallorossa, accettandoli con convinzione.
Si è parlato anche di stipendio e di durata del contratto: secondo indiscrezioni la Roma vorrebbe legarsi con un biennale, Zeman per un solo anno. Un po’ di cifre: stipendio annuale di 1,5 milioni netti, più bonus legati al piazzamento in Europa League (500 mila) o in Champions (1 milione). Tutto da confermare, però. Complessivamente c’è stata ampia convergenza di opinioni.
Nonostante questo, Zeman, che da ieri si sente legato alla Roma, non può ancora essere considerato ufficialmente l’allenatore della squadra giallorossa. Perché ieri non è stato firmato niente, innanzi tutto. Già, ma perché nulla è stato firmato? La Roma ha preso altro tempo.
Ci sono alcune frasi dettate ai cronisti ieri da Sabatini che inducono a una attenta riflessione: «Le percentuali di Zeman come prossimo allenatore della Roma? Sono rilevanti, ma dobbiamo ancora mettere a posto tutti i tasselli. Stiamo facendo le valutazioni e sceglieremo l’allenatore che ha caratteristiche che coincidono con le esigenze della Roma. Qualora venisse Zeman sarà una scelta a prescindere dagli umori della piazza e, può sembrare paradossale, un segno di continuità perché lavora su un pensiero di calcio comune a quello di Luis Enrique», l(...)
E ancora. «Se l’allenatore ci chiederà un anno di contratto cercheremo di assecondarlo: il progetto è la società non l’allenatore, visto che l’allenatore è transitorio. Comunque è meglio fare contratti quinquennali che annuali. Bielsa? Lo abbiamo contattato. Le risposte sono state quasi tutte entusiastiche, nessun allenatore non vorrebbe venire alla Roma. Villas Boas a Roma? Non mi risulta. Ci sono tecnici con i quali stiamo ancora parlando. Si sta delineando una griglia, ma non posso dirvela», aggiungendo sotto voce di aver avuto contatti anche in conference call, «l’allenatore lo annunceremo tra tre, quattro giorni, e non sarà una scelta di ripiego: la Roma non fa scelte secondarie».
Possibile che l’ostacolo per l’annuncio ufficiale dell’ingaggio di Zeman sia solo la divergenza sulla durata del contratto? Ipotesi poco credibile. Visto quanto accaduto ieri, c’è da attendersi per oggi il proseguimento del faccia a faccia con Baldini. Intanto, forte di quell’incontro, Zeman si è visto ieri sera con Daniele Sebastiani, il presidente del Pescara, mettendolo al corrente di quanto era accaduto con la Roma. Ha anticipato di un giorno, insomma, la comunicazione al club abruzzese visto che lo stesso boemo aveva dichiarato che l’avrebbe fatto soltanto oggi. Zdenek stamane guiderà l’allenamento e poi saluterà. Al suo posto in riva all’Adriatico già danno per scontato l’arrivo di Delio Rossi. Anche se c’è chi fa il nome di Luis Enrique.
laromanews.it

lunedì 28 maggio 2012

SABATINI e BALDISSONI all”Hotel Shangri La Corsetti’ all’Eur: “E’ solo un pranzo”. C’è anche Villas Boas?

ROMANEWS.EU – Sabatini avvistato in un albergo in zona Eur. Sono ore decisive per il destino della panchina della Roma: oggi è il giorno del contatto con Zeman, il candidato numero uno ad assumere la guida tecnica dei giallorossi. Intanto però il direttore sportivo Walter Sabatini è stato avvistato presso l’Hotel Shangri La Corsetti dall’inviato di Romanews.eu. E’ presente anche l’avvocato Mauro Baldissoni, consigliere di amministrazione della Roma che al nostro inviato spiega: “E’ un pranzo“. Secondo l’emittente radiofonica Centro Suono Sport sarebbe presente anche il tecnico portoghese Andrès Villas Boas. Il personale della struttura ricettiva avrebbe fornito informazioni secondo le quali l‘ex allenatore del Chelsea ha effettuato la registrazione di rito al check-in questa mattina.

sabato 26 maggio 2012

Petrucci: "A me piaceva Enrique"

IL ROMANISTA (M. BIANCHINI) - Si è chiusa da poco una stagione senza particolari onori per la Roma e i tifosi giallorossi. Alcuni pensano che sia stato pagato oltre misura il pedaggio richiesto dalla svolta epocale, disegnata dalla nuova proprietà americana, e avrebbero preferito un maggior conservatorismo e risultati immediati. Altri invece hanno scelto di credere nel futuro di un progetto destinato a durare nel tempo. Torti e ragioni si avvicendano a metà del guado, in una piccola cavalcata di interviste esclusive rilasciate al "Romanista", da personaggi dello sport e del giornalismo sportivo. Inaugura la serie il presidente del Coni Gianni Petrucci.
Quale impressione ricava da un primo bilancio del progetto americano della Roma ad un anno dalla sua nascita? «Si parla di un progetto ben strutturato, perché pianificato a lungo termine. Non c’è stata, in questo primo anno, la necessità del risultato a tutti i costi. Si tratta di un cammino sicuramente ambizioso che ha come obiettivo quello di arrivare a costruire qualcosa di importante mediante un’idea precisa . Le idee sono chiare, mi sembra che poco sia affidato al caso».
Lei vede che la nuova Roma abbia portato una novità significativa nel panorama del nostro calcio abituato a presidenti mecenati che spesso accumulano debiti? «Vedo un società che lavora in silenzio, ognuno sa ricoprire con diligenza il proprio ruolo. Una struttura attenta, scrupolosa , che ha come punto di riferimento Baldini, Fenucci e Sabatini , dirigenti preparati e con un bagaglio importante di esperienza alle spalle. La proprietà mi sembra lasci ampio margine d’azione agli uomini che ha scelto, senza invadere il campo».
Meglio il calcio innovativo di Luis Enrique o quello più rassicurante di un allenatore che fa praticare il calcio all’italiana? «A me il calcio di Luis Enrique piaceva e piace. Ha idee originali e coerenti , ha un’idea precisa e la porta avanti con determinazione e professionalità. Era alla sua prima stagione in Italia. In una grande piazza credo possa crescere ancora. L’esperienza in questi casi aiuta sicuramente».
La proprietà americana si propone un salto qualitativo importante. Prima di tutto con l’esportazione del marchio ROMA nel mondo. Ma la piazza romana e italiana in genere è pronta? «Tutto quello che comporta una crescita costituisce un valore aggiunto e non può che essere recepito positivamente dalla piazza. Non vedo alcuna difficoltà , anche perché si tratta di una valorizzazione del marchio, di una strada innovativa al passo con i tempi. Non conosco i dettagli e programmi, credo però che mutuare dall’esperienza dell’evoluto mercato americano qualche strategia possa essere solo un bene».
Nel complesso del Foro Italico, intorno allo Stadio Olimpico la Roma ha dato vita - penso al Village per i tifosi e le famiglie - ad una serie di iniziative che hanno avuto una buona risposta in quanto a gradimento popolare, con la prospettiva di poter incrementare il merchandising, come avviene in altri paesi. Lei che ne pensa? «La Roma ha raggiunto un’intesa triennale con la CONI Servizi per l’utilizzo dell’Olimpico e l’impegno prevede la realizzazione di alcuni interventi di ristrutturazione dello Stadio, volti a migliorare la qualità dei servizi offerti e ad attivare nuove iniziative destinate al pubblico. In questo contesto la società ha avviato una politica virtuosa, seguendo un percorso di grande coinvolgimento popolare. Lo sviluppo del merchandising è un aspetto fondamentale per una realtà che vuole proiettarsi nel calcio di vertice internazionale. Ed è certamente uno degli aspetti più gratificanti, soprattutto guardando l’esempio che viene dall’Inghilterra»

Italia, Borini provato titolare

IL ROMANISTA (P. A. COLETTI) - Borini scala posizioni, in nazionale come nella Roma. Nell’allenamento mattutino di ieri il ct Prandelli lo ha provato in coppia con Mario Balotelli. Una bella iniezione di fiducia per il giovane attaccante giallorosso che ogni giorno che passa ha sempre più possibilità di entrare nella lista dei 23 che partiranno per l’Europeo. Una crescita costante quella di Borini, che come ha dimostrato a Roma, non si ferma mai. Ad inizio anno era arrivato a Roma accompagnato da qualche perplessità e non era di certo il preferito di Luis Enrique. Col sudore, la fatica, l’entusiasmo, la grinta e la determinazione Borini si è guadagnato il posto di titolare, quasi insostituibile. Stesso percorso che il numero 31 giallorosso sta facendo in maglia azzurra. La sua convocazione ha stupito molti, soprattutto colleghi del calibro di Osvaldo, Matri e Pazzini che si sono visti scavalcare da questo giovane tutto corsa e gol. Fin dal primo giorno di ritiro Borini ha messo tutto se stesso e Prandelli ha apprezzato. Due giorni fa è arrivato il gol in amichevole giocando però in coppia con Destro, non certo il titolare dell’attacco azzurro. Ieri un altro passo avanti. L’ex allenatore della Fiorentina lo ha provato accanto a un big: Mario Balotelli. Un segnale? Un’indicazione? Questo non è dato saperlo.
Va detto che alla partitella di fine allenamento di ieri non hanno preso parte Di Natale e Cassano, ma comunque Borini ha scalato posizioni nelle preferenze di Prandelli. Nella conferenza di due giorni fa il ct aveva detto: «Tutti e sei gli attaccanti meritano di essere qui , sono tutti molto interessanti. Mi stanno convincendo, verificherò nei prossimi giorni. Con tutti e sei si possono provare più cose. Se li terremo tutti, sacrificheremo un difensore». Prandelli ha scelto un’Italia offensiva e giovane. Entro il 29 maggio, giorno dell’amichevole di preparazione contro il Lussemburgo a Parma, il ct dovrà scegliere gli uomini a cui affidarsi. Borini, dopo l’ultimo attestato di stima ricevuto ieri, è quasi certo di esserci. Chi è sicuro di partire per Polonia e Ucraina è Daniele De Rossi. Il centrocampista ha iniziato il ritiro con il problema della frattura all’indice della mano destra, che lo ha costretto a saltare qualche allenamento iniziale. Ma ormai già da tre giorni è tornato a pieno ritmo a disposizione di Prandelli. Il ct, che stravede per lui, gli affiderà le chiavi del centrocampo in coppia con Pirlo, e nell’amichevole di due giorni fa lo ha provato da perno centrale. Ieri a Coverciano sono arrivati finalmente i portieri. Buffon, De Sanctis e Sirigu hanno usufruito di qualche giorno di vacanza in più visti gli impegni con i rispettivi club (finale di Coppa Italia e campionato francese).
Il portiere della Juve in un’intervista a Sky ha parlato dello scandalo scommesse: «Per chi conosce il calcio sa cosa succede in certe situazioni. A volte, come si dice, sono meglio due feriti che un morto. Ogni tanto qualche conto è giustificabile». Parole forti, non certo appropriate in un momento come questo. Una risposta l’ha già data Prandelli invitando a Coverciano per questo lunedì Simone Farina e Fabio Pisacane, i giocatori che si sono ribellati a tentativi di corruzione nel calcio. A Coverciano ieri ha parlato anche Sebastian Giovinco. Un altro che insieme a Borini rappresenta la nuova Italia. Quella giovane, determinata e offensiva voluta da Prandelli. «Il ct non ha mai guardato alla questione della mia altezza. E il merito è tutto suo, ha costruito una Nazionale senza troppi giocatori fisici e anche il Barcellona ha vinto senza giocatori fisici» ha spiegato l’attaccante in comproprietà tra Parma e Juventus. Giovinco ha poi rivelato che «il clima che si respira in gruppo è positivo, abbiamo consapevolezza nei nostri mezzi e soprattutto c’è entusiasmo, dunque ci sono tutte le basi per far bene»

Bruno Conti: "Roma, la mia vita"

IL ROMANISTA (F. CASSINI) - Dal primo amore – il baseball – al Mondiale spagnolo passando per lo scudetto, Totti che «è come un fratello» e De Rossi che «è come un figlio». È un Bruno Conti a tutto tondo quello che si è raccontato in una lunga intervista in cui ha ripercorso le tappe della sua vita straordinaria, a cominciare da quando ai campi di calcio preferiva il diamante: «Mi appassionava da morire. Avevo uno zio che era custode dello Stadio Comunale di Nettuno. Con la scusa di andare a trovare mio cugino ero sempre in campo, giocando a baseball o come raccattapalle della squadra locale. Quando giocavo nell’Anzio, sono stato scartato da Bologna e Sanbenedettese. Mi dicevano che ero bravo tecnicamente ma fisicamente non potevo giocare a calcio. Sono stato rifiutato anche dalla Roma di Helenio Herrera, ma dentro di me non m’importava. Tanto giocavo a baseball. Fino a quando, in un torneo dei bar, mi vide giocare Tonino Trebiciani, all’epoca secondo allenatore della Roma, ho fatto provino nel ’73 e mi hanno preso».
Calcio che per Conti era innanzitutto un divertimento: «Non dimenticherò mai quando Liedholm mi portava, da Primavera, agli allenamenti al campo Tre Fontane e prima di un’esercitazione sui fondamentali mi chiamava per far vedere a gente della prima squadra, come De Sisti e Cordova, come si svolgesse. Era un divertimento, mi riusciva naturale, avevo sempre questa voglia di migliorarmi. Lui mi ha insegnato stop di tacco, di stinco, di coscia, d’interno, d’esterno, come facevi a non divertirti?». Calcio che gli ha dato amici veri e avversari da rispettare: «Carlo Ancelotti e Roberto Pruzzo sono amici veri. Con Carlo dividevamo la camera, eravamo in Nazionale, le famiglie si frequentavano. Con Roby abbiamo condiviso, prima di trovarci alla Roma, l’anno al Genoa e il militare, vivevamo assieme. Ma il compagno più forte che ho avuto è stato Prohaska, serietà e professionalità incredibili. L’avversario? Quel cagnaccio di Claudio Gentile!».
Una carriera di successi l’ha portato a diventare una bandiera della Roma, e anche errori che rifarebbe: «Il rigore con il Liverpool e il non andare al Napoli: quando ci abbracciavamo da capitani, Maradona mi diceva sempre di raggiungerlo, ma se sei innamorato di questa maglia e di questa gente, si fanno scelte diverse». E poi ci sarebbe il Mondiale di Spagna: «Abbiamo capito che l’avremmo vinto dopo aver passato il turno con l’Argentina e il Brasile. Ricorderò sempre, finito il primo tempo della finale, la reazione di Bearzot con Cabrini, ma non perché aveva sbagliato il rigore, bensì perché era a pezzi. L’ha insultato, l’ha fatto saltare in aria per spronarlo».
Dai ricordi alla Roma di ieri, quella che contribuisce a costruire da anni con il lavoro nel settore giovanile. «Un giocatore che mi somiglia? Totti, per il legame con la città e la società. Lui anzi ha fatto molto più di me per i record e gli infortuni che ha subito. De Rossi invece deve dimostrare di arrivare ai livelli di Francesco, perché poi sono i numeri quelli che contano. Ma dopo Di Bartolomei, me Giannini e Totti mi aspetto sicuramente Daniele».

Roma in Spagna Missione per Gago, Osvaldo e Bojan

LR24 - CORSERA (G. PIACENTINI) - Il futuro giallorosso passa ancora dalla Spagna. Stavolta non c’entra niente Luis Enrique,ma lamissione della coppia Baldini-Sabatini. I «direttori» sono arrivati ieri pomeriggio a Madrid, dove in serata hanno assistito alla finale di Coppa del Re tra il Barcellona e l’Athletic Bilbao. Non una visita di cortesia, ma una vera e propria tre giorni di lavoro, con molte questioni da trattare. In ballo c’è il futuro di almeno quattro giocatori giallorossi e quello di un potenziale candidato alla panchina. Non è un mistero, infatti, che per la successione di Luis Enrique ci sia anche Bielsa: «El Loco» ha già fatto sapere di voler rimanere a Bilbao, ma un tentativo sarà fatto comunque.
Tra oggi e domani, poi, Baldini e Sabatini incontreranno il Real per discutere il riscatto di Gago, che a Madrid non vuole tornare e che ha rotto definitivamente con Mourinho. Le condizioni ideali per la società giallorossa, che vuole ottenere uno sconto sostanzioso rispetto ai 6 milioni concordati lo scorso anno per il riscatto. Nonostante la Roma lo reputi incedibile, col Real si parlerà anche di Osvaldo, che piace anche al Malaga. Davanti ad un’offerta importante - è stato pagato 15 milioni più bonus meno di un anno fa - le certezze romaniste potrebbero vacillare. Col Barcellona, invece, c’è da discutere del futuro di Bojan. La situazione è chiara: l’accordo per il prestito biennale dello spagnolo prevede che se il Barça lo avesse voluto indietro alla fine del primo anno avrebbe dovuto pagare alla Roma 5 milioni.
Un’operazione che avrebbe senso solo se gli spagnoli volessero rivenderlo subito ad un’altra squadra. Tutti da verificare, infine, i rumors che parlano di un interessamento del Valencia per José Angel, che ha già dato la sua disponibilità per un ritorno a casa. Ieri a Trigoria si è visto l’ex d.s. Daniele Pradè, che ha rescisso il contratto con la Roma prima di firmare con la Fiorentina, dove potrebbe seguirlo Vincenzo Montella se la trattativa coi giallorossi salterà definitivamente. Il Pescara ha comunicato a Sabatini di voler riscattare la metà di Caprari («Sono pronto a tornare nella capitale», le sue parole) e ha chiesto informazioni su Florenzi. Zeman, invece, ha rimandato ogni decisione sul suo futuro alla prossima settimana. Tramite il suo agente, infine, Villas Boas ha fatto sapere di volere «un club che lotti per titoli importanti, con una struttura solida e una società forte che punti alla diffusione di valori e idee che lo affascinano». Non ha parlato di soldi. Che sia un messaggio per la Roma?

Comuni e privati, scatta la corsa per lo stadio della Roma

LA REPUBBLICA (P. BOCCACCI / L. MARI) - Al bando della Cushman&Wakefield, la società della famiglia Agnelli incaricata dalla Roma di fare da advisor per ricevere offerte di terreni adatti per il nuovo stadio, hanno risposto in tanti, da trenta a cinquanta, compresi privati e molti Comuni dell´hinterland. E con la sua esperienza, maturata curando la pratica del nuovo impianto della Juventus a Torino, sta analizzando le possibilità. Le mosse sono molte e l´intera scacchiera del territorio romano, come dimostra un dossier di Legambiente Lazio, è ora sotto la luce dei riflettori. 
Vediamo. Le new entry? La Rustica e Casal Monastero, fuori dal Gra, la centralità di Tor Vergata, oltre alle precedenti, che per la Roma erano Monachina e Tor di Valle. E intorno alla città? Ecco farsi avanti Guidonia, Montecompatri e anche Marino, con l´offerta più pericolosa: il comprensorio Divino Amore-Area Negroni, una zona di ampliamento del Parco regionale dell´Appia Antica. 
Cominciamo da Guidonia, dove l´idea è partita dai consiglieri del Pd e rilanciata dal sindaco Rubeis del Pdl. E così in un Comune della cintura da 100 mila abitanti e un vecchio piano regolatore del 1976, ecco fiorire l´offerta di terreni. Si punta sul nuovo casello dell´A1 che porta in via di Casal Bianco, ma anche sui sogni di una metropolitana leggera dalla Tiburtina. E già si parla dei 171 ettari a ovest del casello e a nord di Colle Fiorito. Ma qui su dieci ettari sarebbe possibile edificare solo una casa rurale, altro che il milione di metri cubi. Altra scelta: un vasto comprensorio a Colle Giannetta-via della Selciatella, esteso per circa 230 ettari. Ma anche qui su 10 ettari il Piano territoriale paesistico regionale consentirebbe al massimo 500 metri cubi. La terza proposta, la Tenuta di Castell´Arcione: sei chilometri quadrati vincolati, dal piano regolatore, a poche costruzioni. Avanti con i protagonisti. C´è il Comune di Montecompatri, che sceglie l´area Pantano-Laghetto, dove sarà realizzato il capolinea della linea C. Un unico particolare: quell´area è classificata come Paesaggio agrario di rilevante valore e a bassissima possibilità di edificazione. 
 
Tornando a Roma, la zona di Tor di Valle, rimane in pole position per la costruzione dello stadio, ma si fanno avanti anche altre ipotesi. Una è quella di La Rustica, fuori dal Gra. Un´area che si estende per 157 ettari lungo il fiume Aniene, sopra la ferrovia FR2 e che, nel piano regolatore, è in realtà classificata come Agro romano vincolato. La seconda area proposta per la costruzione dello stadio, invece, si estende per 262 ettari e arriva a lambire il quartiere di Ponte di Nona, l´ultima grande realizzazione edilizia del gruppo Caltagirone. È in questa area che è collocato l´ambito di riserva a trasformabilità vincolata di Salone-Acqua Vergine. 
 
E arriviamo a Tor Vergata, dove il patron Thomas DiBenedetto è andato a fare un sopralluogo durante una sua visita a Roma. Si tratta di una centralità dove risiedono attualmente più di 10mila persone e in cui si trovano poli di eccellenza sanitaria e culturale dall´ateneo di Tor Vergata fino alla futura sede del Cnr. L´ipotesi Casal Monastero, invece, strizza l´occhio al prolungamento della metro B1. Circa 4 km di tragitto in più che la giunta Alemanno vorrebbe finanziare con la "moneta urbanistica", ovvero cedendo ai privati aree oggi pubbliche. E a Casal Monastero l´area "papabile" per lo stadio potrebbe essere la Tenuta Coazzo, 136 ettari completamenti vincolati dal piano paesistico regionale come Paesaggio agrario di rilevante valore.
 
«La legge sugli stadi e sui nuovi impianti sportivi va ritirata» attacca Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio «Tutte le aree individuate all´interno della Capitale per la costruzione dello stadio della Roma ricadono in agro romano o dove il piano regolatore prevede tutt´altro. In provincia, invece, sono vincolate dal piano paesistico».

venerdì 25 maggio 2012

PALACIO a Milano: “Non sono ancora dell’Inter. Manca la firma”

Il giocatore argentino si prepara alle visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà all'Inter...

 

 

NISII: “Da ieri Zeman non è più un sogno dei tifosi, ma una realtà concreta”

SENTI CHI PARLA… ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu, “Senti chi parla… alle radio”, diventa quotidiana. Ogni giorno, in questo spazio, potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano, raccolti dalla nostra Redazione.

Dario Bersani a Tele Radio Stereo: “Il mio timore è che i dirigenti siano stati un po’ spiazzati da quello che è successo con Luis Enrique, soprattutto Baldini. Io non so se gli obiettivi della Roma sia sfumati, tipo Palacio e Silvestre. Però Palacio alla Roma piaceva e credo che sia il caso di fare presto, se non hai la certezza di avere l’allenatore che approvi gli acquisti. Poi non venite a dire che il mercato è partito in ritardo a causa dell’addio traumatico di Luis Enrique”.
Roberto Renga a Radio Radio: “Non credo che nella Roma ci siano tutte queste incertezze. E’ chiaro che c’è un disegno, un programma, un piano e questo piano va rispettato. Per quanto riguarda Montella praticamente ieri lo abbiamo salutato. E’ stato sedotto e abbandonato e non riesco a capire perchè. Il discorso economico non sta in piedi. Montella non ha chiesto la luna. Probabilmente non li convince. Zeman piace a tutti ma non è un allenatore normale. Zeman va preso perchè ci credi veramente, perchè lo ami, lo apprezzi ma non può essere una scelta per la piazza. Lo devi prendere perchè ci credi”.
Federico Nisii a Rete Sport: “Oltre a Bielsa, uno che firma contratti annuali è Zeman, che da lunedì è libero. A questo punto diventa un candidato autorevole, è la soluzione più affascinante. Chi meglio di lui può proseguire sulla via del gioco offensivo e valorizzare i giovani di qualità? Villas Boas dobbiamo tenerlo come candidato importante perchè i dirigenti del Liverpool hanno virato sull’ex allenatore del Wigan, Martinez. Da ieri/oggi Zeman non è più un sogno dei tifosi, ma una realtà concreta. Va eliminato subito l’ecquivoco che se arriva Zeman  si farà un mercato di basso profilo e che lui voglia giocatori modesti: il suo attacco ideale era Montella, Rivaldo, Shevchenko”

Per la panchina spunta anche Bielsa

Tra Montella e Villas Boas, potrebbe spuntare Bielsa. “El Loco” venerdì sera guiderà per l’ultima volta l’Athletic Bilbao (finale della Coppa del Re con il Barcellona): potrebbe essere lui il “Mister X” nella mente di Franco Baldini. Intanto il Malaga sta pensando ad Osvaldo e la Juventus a Borini (in comproprietà con il Parma), anche se la Roma deciderà di privarsi di uno dei due solo in caso di offerte davvero importanti. La prossima settimana, infine, Roma e Real si incontreranno per sciogliere il nodo Gago.

Il Pek c'è «Un altro anno qui. E vi saluto»

GASPORT (F. VELLUZZI) - È tornato in Friuli. «Perché sei anni meravigliosi non si scordano così facilmente. A Udine sono nati i miei due primi figli, Davka che ha 10 anni e Bastian che ne ha 9». Il terzo o la terza arriverà a novembre: «E nascerà a Roma». David Pizarro, 33 anni da compiere l'11 settembre, a Roma, anche se fresco di titolo in Premier League col Manchester City di Roberto Mancini, anticipa la sua scelta per il prossimo campionato e anche quella per il futuro nel suo Paese, il Cile. Mercoledì sera, ospite dell'amico «Poma», ha giocato a Monfalcone una partita benefica tra vecchie glorie alabardate (triestine) e bianconere (udinesi) che hanno vinto per 3-0. Accanto a lui c'era pure il difensore brasiliano Felipe, oggi alla Fiorentina.

Pizarro, ha appena vinto la Premier. Che esperienza è stata al City?
«Ho portato pure io un po' di Italia in questo successo strepitoso e sofferto per come è arrivato. È stata una bella esperienza, ho accettato immediatamente l'invito di Roberto Mancini quando mi ha telefonato. Non mi aspettavo di muovermi da Roma».
 
Lei ha giocato poco in Premier, appena 5 partite, e ha segnato un gol in Europa League col Porto. Contento, anche se poco utilizzato?
«Assolutamente sì. La definirei un'esperienza fantastica».
 
Ci parli di Balotelli.
«Calciatore di grandissima qualità col quale ho un ottimo rapporto. Da tempo non giocavo con un compagno con caratteristiche simili, farà bene all'Europeo, anche perché tiene tantissimo alla Nazionale».
 
E lei, invece, che farà?
«Tornerò alla Roma. E sono felice di rientrare in giallorosso per chiudere la mia carriera da giocatore. Ho ancora un anno di contratto, col City era un prestito secco. Con mia moglie vogliamo far nascere il nostro terzo figlio a Roma. Quindi, non ci muoveremo nuovamente».

E se arrivasse una proposta dell'Udinese che può fare la Champions League al contrario della Roma?
«A Udine ho passato sei anni della mia vita, e sono stati anni stupendi. Ora hanno un altro cileno, Isla, gran bel giocatore che merita una grandissima. Io sono chiaro: resto a Roma. Perlomeno, questa è la mia intenzione».
 
E per il futuro?
«Rientrerò in Cile, avrò un ruolo importante nell'ambiente del calcio, ma non farò l'allenatore».

Su Facebook esplode la Zeman-mania: i tifosi invocano il boemo

Le foto delle pagine dedicate all'attuale allenatore del Pescara sul celebre social network: dall'orgoglio dei tifosi del Pescara al desiderio di tanti altri fan

Ferrara: "Zeman? Buon tecnico ma come persona..."

LA STAMPA - "Di Zeman posso avere una buona considerazione come tecnico, non certo come persona. Mi infastidisce pensare ai suoi attacchi alla Juve per partito preso. E non dimentico che nel '94, prima che Moggi mi portasse a Torino, fu lui a non volermi alla Lazio" questo il pensiero di Ciro Ferrara, selezionatore della nazionale Under 21, sul tecnico boemo, accostato anche alla panchina della Roma nelle ultime ore. 
Ciro Ferrara parla anche di Verratti, Insigne e Immobile, esplosi nell'ultima stagione proprio con il Pescara di Zeman: «Li seguivo da un po’ e li ho allenati prima che Zeman arrivasse al Pescara. Erano già bravi, con lui sono diventati più maturi e sono migliorati sotto tutti i punti di vista».
Chiusura sulla filosofia del tecnico boemo: «Zeman - prosegue il ct dell’Under 21- ha il pregio di far giocare i giovani, come non è da tutti. Insegna calcio ma soprattutto responsabilizza chi ha le doti senza guardare alla carta di identità, per cui ci troviamo con ragazzi che a 20-22 anni hanno un’esperienza alle spalle, come succede in Spagna e come è stato più raro in Italia».

giovedì 24 maggio 2012

Totti: «Io portiere? Magari dopo i 40anni... »

Il capitano della Roma protagonista nella partita del cuore a Palermo: «Un evento importantissimo»


«Io portiere? Magari dai 40anni potrei cambiare ruolo...». Con una battuta il capitano della Roma, Francesco Totti, commenta ai microfoni della Rai la sua presenza nella partita del cuore. In considerazione dei 20anni dalla strage di Capaci, la partita tra nazionale magistrati (con Totti in versione portiere per alcuni minuti) e quella cantanti si è disputata a Palermo. 

«Praticamente è la prima volta che ho giocato in porta -racconta Totti- Prima mi era capitato solo negli allebnamenti. Ho tirato anche in porta? Sì, ma ho saputo solo dopo che non potevo fare gol». Battute a parte, il numero dieci giallorosso si è detto "onorato ed emozionato" per essere presente a questo evento: "E' un evento importantissimo, per Palermo soprattutto, la gente ha aderito con entusiasmo. Per me è il primo derby del cuore, ringrazio tutti per avermi fatto partecipare».

Catania, Montella rescinde?

(La Sicilia - G.Finocchiaro) - Confronto finale? Possibile. Non oggi e non a Torre del Grifo com’era trapelato in un primo momento.

Il tecnico Vincenzo Montella tornerà a fare capolino nella sala riunioni del centro sportivo per incontrare il presidente rossazzurro Antonino Pulvirenti tra qualche giorno. Un confronto di fine stagione già programmato, ma l’argomento principale sarà un altro. Pulvirenti è irremovibile e mostra il contratto del tecnico campano: «Resta il nostro allenatore». E chiude a chiave l’argomento. Montella sa bene che se non dovesse liberarsi entro poche ore per sistemarsi alla Roma sarà di fronte a un bivio. La prima ipotesi, logica conseguenza di un accordo firmato l’estate scorsa, è continuare ad allenare il Catania. Seconda ipotesi: dimettersi e guardare altrove. Ed è quello che, da Roma, trapela. Montella vuole liberarsi per correre tra le braccia della Roma, entro domenica. Ma la società siamo sicuri che sia disposta ad accettare l’addio dell’Aeroplanino? Insomma l’incontro, però già rinviato, potrebbe mettere la parola fine sulla questione tecnica, con il Catania che potrebbe (e vorrebbe) annunciare il via alla stagione che verrà, garantendosi la continuità tattica che lo stesso presidente ha più volte messo sul tavolo a garanzia degli sforzi societari e degli investimenti sostenuti dall’inizio della gestione fino agli ultimi tempi.

Da Roma aspettano e sperano. Ma non senza le alternative Villas Boas e Zeman, con il primo che diventerebbe automaticamente prima scelta, visto che il boemo potrebbe restare a Pescara. Insomma tempo quasi scaduto, nella Capitale, che non accetterebbe comunque tutte le priorità di Vincenzino (4 collaboratori) mentre il Catania non batte ciglio perché non è un problema che deve sostenere il presidente. Se dovessero saltare Catania e Roma, a Montella non resterebbe che l’ipotesi Lazio, ancora praticabile, ma che nella Capitale causerebbe contrasti a non finire tra tifosi, Montella e società. (...)

LA ROMA VICINA A CASTAN, BORINI RIMANE

La Roma è vicinissima ad aver preso Castan, difensore del Corinthians. Per il brasiliano verranno pagati quattro milioni e mezzo di euro. Inoltre ha ottenuto il passaporto comunitario e a luglio (dopo la Libertadores) sbarcherà nella capitale.
Diversa la situazione tra i giallorossi e Borini: il club non è preoccupato dellinserimento dei nerazzurri dato che si è già accordata per il rinnovo della comproprietà . Il Parma però resta sulle sue: ha chiesto 10 milioni per la seconda metà del cartellino.

I giallorossi se si rendessero conto di poter guadagnare qualcosa potrebbero cedere la loro metà già in questa sessione di mercato.

Tra la Roma e Montella c'è di mezzo UniCredit

CALCIOMERCATO.IT - La banca avrebbe avuto frequenti contatti con il tecnico napoletano. La cosa non è stata gradita però dagli americani

Ormai da giorni si attende la fumata bianca che sancisca ufficialmente il ritorno di Vincenzo Montella sulla panchina della Roma, ma una strada che sembrava priva di ostacoli, si sta rivelando più difficile del previsto. A mettere in dubbio il buon esito della trattativa, concorrono diversi aspetti, a partire da quelli di natura diplomatica.

Secondo le fonti in possesso di Calciomercato.it, infatti, i frequenti contatti dell'allenatore del Catania con Unicredit (compreso un pranzo con Fiorentino) hanno irrigidito la proprietà americana e contribuito appunto a raffreddare una pista che sembrava caldissima. Non è un caso che le trattative abbiano subito un rallentamento dopo il viaggio di Franco Baldini negli USA. Ulteriori elementi di disturbo sono anche alcune richieste di mercato fatte al ds Walter Sabatini, cui è stato chiesto di mandare Erik Lamela in prestito per una stagione. Allo stato attuale della situazione, le alternative più forti all'ex areoplanino rispondono ai nomi di Villas-Boas, Zeman e Bielsa.

IL MALAGA OFFRE 15 MILIONI PER OSVALDO

Due settimane fa il primo sondaggio, ieri l’offerta ufficiale: il Malaga piomba su Osvaldo. Il club spagnolo, secondo quanto riferisce Leggo,  è pronto a mettere sul piatto 15 milioni per Osvaldo. A Roma, invece, non tutti sono convinti di voler ripartire dall’italo-argentino reduce da una buona stagione ma colpevole di troppi comportamenti anti-progetto. I soldi derivanti dalla cessione servirebbero inoltre alla Roma per mettere a segno il grande colpo: Witsel, Eriksen o Jovetic. Si complica intanto la questione Borini. Il Parma è deciso, infatti, a chiedere 10 milioni per la seconda metà del cartellino dell’attaccante nel 2013. Una richiesta che nasconde in realtà l’interesse di Inter (ieri blitz a Parma) e Juve sul giocatore. «Piace a tanti club», ha confidato il suo agente a Romanews.eu. La Roma potrebbe giocare d’anticipo cedendo la sua metà già quest’estate. In difesa accordo con il Corinthians per Castan a 4 milioni: il brasiliano ha ottenuto il passaporto comunitario e a luglio (dopo la Libertadores) sbarcherà nella capitale.

mercoledì 23 maggio 2012

Van der Wiel rilancia, la Roma no

LR24 - IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI / C. ZUCCHELLI) - La Roma non partecipa a nessuna asta, non gioca ai giochini al rialzo. Vale per van der Wiel, vale per Palacio come per Montella. L’olandese innanzitutto. Obiettivo principe della Roma di Luis Enrique, obiettivo virtualmente centrato a fine aprile. Obiettivo importante anche di questa nuova Roma qui che sta per nascere. Indipendentemente da chi sarà il suo allenatore. Van der Wiel piaceva prima e piace adesso anche se il comportamento del giocatore e del suo staff a più di qualcuno a Trigoria non è andato giù. La Roma, che aveva trovato l’accordo con lui e con l’Ajax, è rimasta spiazzata dall’atteggiamento dell’olandese che, quando il suo agente è venuto nella Capitale ad aprile, già sapeva che con ogni probabilità i giallorossi non avrebbero fatto la Champions. Evenienza, questa della visita su invito in città, rivelata addirittura dallo stesso giocatore pochi giorni fa attraverso il suo sito internet, quando ha tenuto a precisare a distanza di dieci giorni da una notizia mai smentita (e mai ancora dalla Roma) che Hakim Slimani «ha trascorso un giorno nella Capitale su richiesta della Roma e ha avuto un piacevole incontro col club». Lo stesso van der Wiel pur cercando di svincolarsi per ricollocarsi nel modo migliore sul mercato è stato comunque attento a specificare circa le voci su un accordo già fatto tra lui e la Roma (dall’Ajax c’era evidentemente l’ok) «non fossero infondate, ma sono per il momento non corrette».

Per tutto questo Sabatini non intende rilanciare. Continuano a farlo gli olandesi, ieri è toccato direttamente all’agente. Nella maniera più banale: «Vuole un top club. Il Real Madrid? Lo è. Ci sono una decina di grandi squadre in Europa, alcune di queste si sono mostrate interessate nei suoi confronti. Però non posso dire i nomi dei team, né il livello d’interesse che hanno verso Gregory (a parte – guarda caso – quello della Roma, l’unico nome certo ndr). Ha vinto già due campionati olandesi ed è pronto per fare un passo in avanti nella sua carriera. Ora ci sono gli Europei, scenario ideale per dimostrare le sue qualità. Dopo studieremo le diverse possibilità», ha spiegato Slimani al portale olandese nusport.nl.Tra queste «diverse possibilità» per gli olandesi c’è ancora anche la Roma, per la Roma a questo punto van der Wiel è una possibilità solo nella misura in cui torna a essere la certezza di prima. Niente aste. Niente giochi al rialzo e niente giochi e basta: la Roma vuole soltanto giocatori che considerino la maglia giallorossa una prima scelta. A questo punto sembra difficile ricucire lo strappo (non solo sulla maglia).

La Roma piomba su Merkel

LR24 - CORSPORT (A. GHIACCI) - (...) L’obiettivo della Roma è Alexander Merkel, 20 anni, centrocampista tedesco che ha chiuso la stagione in prestito al Milan. Giocatore di sostanza, giovane, con l’esperienza giusta maturata tra Stoccarda, tutte le nazionali tedesche, Genoa e, infine, Milan. Sabatini è convinto che Merkel possa diventare un giocatore importante e lo vuole per il nuovo centrocampo giallorosso: il ds è pronto a investire 4 milioni più la comproprietà di un giocatore, uno tra Rosi e Bertolacci. 

RICHIESTA - Intanto la Roma si muove anche per l’attacco. Alejandro Gomez, detto “papu”. E’ lui il giocatore che più di ogni altro Vincenzo Montella vorrebbe portare con sé alla Roma, per la sua nuova, seconda, avventura sulla panchina giallorossa. E in effetti, se la squadra sarà impostata con il tridente, un esterno d’attacco con quelle caratteristiche è ciò che manca. E il modulo di partenza conta fino a un certo punto, perché sia con il 4-3-3 che con il 4-2-3-1, i movimenti dei laterali offensivi sono più o meno gli stessi. Ecco perché Montella, ormai prossimo al ritorno a Trigoria, ha chiesto ai dirigenti romanisti di provarle tutte con il Catania. Che quella legata a Gomez sia l’operazione che serve come “risarcimento” per il club rossazzurro privato dell’allenatore con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto (2013)?  (...)
ALTRI - In attesa di conoscere il futuro ci sono Gago e Kjaer. Entrambi andrebbero riscattati, uno dal Real Madrid, l’altro dal Wolfsburg. Ieri hanno parlato i procuratori. Lombilla, agente di Gago, ha fatto sapere che  «Fernando vuole restare in giallorosso e il Real lo sa, la prossima settimana parleremo con Sabatini e troveremo una soluzione» . Beck invece, agente di Kjaer, ha detto che  «non interessa un altro prestito perché Simon vorrebbe un contratto definitivo con la Roma, altrimenti tra dieci giorni penseremo ad altre soluzioni» (...)

Tutti i danni provocati dagli "sgub" de' noantri

IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Una volta c’era qualche folkloristico personaggio televisivo a fomentare l’umore dei tifosi con i suoi «sgub» dell’ultima ora. Oggi, in assenza di palle che rotolano, ci si butta inevitabilmente su tutto. Il problema, atavico, è che tutto o quasi ciò che esce sui giornali o viaggia via etere diventa oro colato all’insegna del «dice», «sembra», «mi dicono...». Occasione ghiottissima per i detrattori della Roma, ma non solo. Così succede che se l’Inter compra Palacio (a 10 milioni), a Roma diventa che «manco Palacio semo riusciti a comprà...». Non è che magari, visto che il club di Trigoria aveva opzionato il giocatore da mesi, non lo ha preso perché non lo ha voluto più prendere!? Palacio non era un obiettivo, almeno non in questa fase.

E vogliamo parlare del caso Montella? «Nun lo piamo perché Sabatini e Baldini stanno a litigà...». In realtà ci sono di mezzo soldi (troppi), ma soprattutto la volontà di non fermarsi a un unico tecnico e magari allargare la scelta nella consapevolezza di non poter più sbagliare: Villas Boas, Bielsa, chissà... aspettare per credere. E la società? «Ruane e D’Amore stanno pe’ lascià... perché nun c’hanno i soldi». Mentre invece i due restano «dentro» eccome, anzi non vedono l’ora di conoscere la squadra, che incontreranno nella tournée americana probabilmente a Boston contro il Liverpool: poi magari all’interno della cordata può variare la percentuale di partecipazione tra i soci, ma cambia poco... o no!?

Montella, il Catania non molla. Si tratta col Porto per Rolando

REPUBBLICA (F. FERRAZZA) - Rischia di diventare estenuante il tormentone legato a Montella. Ieri è tornato a farsi sentire il presidente del Catania, Pulvirenti. «Vincenzo è il nostro allenatore e ha un contratto fino al prossimo anno. Spero di essere stato abbastanza chiaro». Il messaggio, è chiaro, eccome, a non esserlo è la strategia che la Roma, chiusa nel silenzio, intende seguire. «Confermo di aver avuto dei contatti con la dirigenza giallorossa, ma non ho mai chiesto alcuna contropartita economica o tecnica per liberare l´allenatore». E quindi?

Cosa ostacolerebbe il passaggio a Trigoria dell´ex aeroplanino? Quesiti ai quali nessuno risponde, per un vuoto all´interno del quale spuntano alternative e contrasti, regalando all´esterno la sensazione di essersi un po´ "incartati" sull´intera vicenda. Si vedrà.

Intanto è il manager di Rolando, Tirri, su Trs, ad aprire alla Roma. «Il club giallorosso sta lavorando sul mio giocatore e la richiesta del Porto è di 15milioni». Un po´ troppo, per la verità. Chiede una decisione definitiva sul suo futuro, Kjaer. «Rimanere un altro anno in prestito non è interessante per lui - fa sapere il manager del difensore, Beck - quello che vogliamo è un contratto definitivo con la Roma». Difficile, però, visto che al Wolfsburg andrebbero versati 7milioni per il riscatto definitivo. Intanto stasera Totti giocherà in porta nella nazionale Magistrati, in occasione della Partita del Cuore, a Palermo, organizzata per i 20 anni dalla morte di Falcone e Borsellino.

martedì 22 maggio 2012

ROMA: Ricapitalizzazione e il nuovo stadio

Il piano aziendale non si ferma. Nelle riunioni americane dei giorni scorsi, con Baldini di fronte a Pallotta e soci, si è parlato proprio di questo. Dopo l’analisi di quanto accaduto nella prima stagione di nuova avventura, si è ripartiti rifissando le strategie. Il problema vero però, è che la Roma ora sembra essere lenta, in un momento in cui invece servirebbero maggiori celerità e concretezza. Possibile, per esempio, che un viaggio in cui si sarebbe dovuta presentare la tournée di fine luglio, quando la squadra volerà negli States per 8-10 giorni, si sia risolto in una comunicazione di  «rinvio» Sono i quattro punti principali per il futuro. Possibile che Ruane D’Amore e DiBenedetto lascino a data da destinarsi e che i dettagli della tournée stessa non siano ancora stati fissati? Possibile, evidentemente. Ma certo è che se prima, durante il campionato, i risultati negativi rappresentavano il tema di discussione tra i tifosi, ora quegli stessi risultati sono visti come una macchia da cancellare in fretta, con scelte decise e risolute. Invece, ancora niente.

ESAME  - Il piano di Pallotta, come detto, non si ferma. Il dg Franco Baldini gode ancora della massima fiducia della proprietà: è valutato come accade ai manager delle grandi aziende, saranno i risultati a giudicare il suo operato e il grado di rispetto del mandato. I prossimi passi, per quel che riguarda la società, saranno quelli stabiliti nel CdA del 14 maggio scorso: aumento di capitale (50 milioni di euro) che servirà a risanare gran parte del bilancio che comunque a fine giugno chiuderà in rosso, e la costruzione dello stadio nei prossimi tre anni e mezzo (sempre a fine giugno è atteso il rapporto dell’advisor Cushman ; Wakefield con la short list dei possibili siti dove poter costruire il nuovo impianto di proprietà). E a proposito di aumento di capitale c’è da ricordare che potrebbe materializzarsi un nuovo scenario con l’uscita dalla Borsa della Roma. Il delisting sarebbe raggiunto proprio con la ricapitalizzazione per la quale è certa la partecipazione degli azionisti quali cordata americana e Unicredit e non è per nulla scontato l’impegno dei soci di minoranza (che a quel punto potrebbero vedere diluite le proprie quote): se l’asse Usa-Unicredit superasse il 90% della proprietà delle azioni, l’uscita dalla Borsa sarebbe solo un passaggio naturale.

NOVITA’ - E intanto, a breve, potrebbero esserci delle novità sulla ricerca, in corso praticamente da sempre, di nuovi soci, sia da parte della cordata americana sia da parte di Unicredit. Pallotta è pronto a registrare il probabile addio di Ruane e D’Amore (ma a Roma chi li ha mai visti?), che vorrebbero fare un passo indietro rispetto all’impegno preso. Novità in vista anche per quanto riguarda la carica di presidente: Thomas DiBenedetto appare defilato ormai da tempo e a settembre potrebbe essere sostituito. Numeri, quote, cifre, cariche. Piano aziendale appunto. E intanto i tifosi, vale a dire l’asse portante di tutto il sistema, chiedono maggiore chiarezza tecnica, quella che porta i risultati del campo, che interessano più di ogni altra cosa. Gli ultimi, della stagione appena conclusa, sono stati tra i peggiori degli ultimi 50 anni. 

corriere dello sport 

Dalla Spagna: Josè Angel verso il Valencia

Il Valencia vuole Josè Angel! Il club spagnolo sta pensando al sostituto di Jordi Alba ed ha individuato proprio nel giocatore della Roma l'uomo ideale per coprire quel ruolo lasciato vuoto.

Il trasferimento di Jordi Alba al Barcellona ormai è certo, per questo il Valencia si sta muovendo sul mercato. Josè Angel gradirebbe un ritorno in patria: il terzino, ex Sporting Gijon, ha vissuto una stagione ben al di sotto delle aspettative e ora cerca il riscatto. Al suo debutto in Spagna Josè Angel fece una buona impressione, ecco perchè tornare 'a casa' per lui sarebbe l'ideale.


(asroma24.com)

Fiorentino: «Lavoriamo per una Roma da Champions»

Il vice-direttore generale di Unicredit: «Per noi il club giallorosso è un asset importante, andiamo avanti con gli americani. Dispiaciuto per addio Luis Enrique. Montella? E' un nostro cliente...»


ROMA - Unicredit continuerà a sostenere l'investimento sulla As Roma, così come sosterrà la partnership con la cordata americana che ha rilevato il club giallorosso. Ad assicurarlo, ai microfoni di 'GR Parlamento', è il vice-direttore generale Unicredit, Paolo Fiorentino. Il dirigente si è detto "dispiaciuto per il mancato ingresso in Champions League", ma, ha sottolineato "il management scelto sta lavorando per raggiungere questo obiettivo". Dal punto di vista tecnico e finanziario, dunque, arrivano ampie rassicurazioni per il futuro della Roma. C'è il rammarico per l'addio di Luis Enrique "perché bisogna evitare che il lavoro fatto vada sprecato", ma anche ottimismo per la crescita della squadra "un asset", afferma Fiorentino "che ci siamo 'trovati', ma che abbiamo intenzione di valorizzare al meglio". 

BORSA - Il progetto Roma, quindi, procede senza intoppi. Da valutare, eventualmente, l'ipotesi di un'uscita dalla Borsa nel caso in cui non venissero sottoscritti i prossimi aumenti di capitale: "Dal punto di vista finanziario stiamo rispettando i nostri accordi, se saranno sempre sottoscritti i prossimi aumenti di capitale, andremo avanti, altrimenti valuteremo un'eventuale uscita dalla quotazione. Ma adesso è prematuro parlarne". Nessun problema anche per quanto riguarda qualche lamentela arrivata dal Cda: "Marra si è correttamente lamentato del livello di informazione che passava all'interno del cda. Ha fatto un punto legittimo: Marra ha dato una dimostrazione di sentire responsabilità in quanto membro del Consiglio. Nella riunione successiva, abbiamo fornito il set di informazioni disponibili. Ci lamentiamo che i Consigli siano messe cantate e poi ci sorprendiamo se qualcuno si esprime in pubblico".

AMERICANI - Solida anche la partnership con la cordata americana: "Il nostro interlocutore principale è Jim Pallotta, siamo sempre in contatto, e lui è molto interessato che il progetto decolli. Hanno intenzione di fare un programma che vada in continuità, e sono pronti ad un secondo livello di investimento".

CHAMPIONS - La crescita, dunque, dovrà coincidere anche con i risultati sportivi. La qualificazione in Champions quest'anno è sfumata, ma la prossima stagione dovrà essere tra i principali obiettivi: "La squadra dovrà competere per la Champions, noi siamo interessati che l'asset sia associato a una società che vince. Non è una sorpresa che la Roma non ci sia quest'anno. Sapevamo che era anno di passaggio speriamo di considerare questo come il primo anno di esperienza Mi ha più preoccupato la mancanza di continuità con la guida tecnica, piuttosto che l'assenza della Champions. La squadra certamente poteva fare meglio, lo testimonia il numero sconfitte. Il rammarico è che dobbiamo girare pagina e speriamo che il lavoro fatto quest'anno non vada perso. C'è stato un momento favorevole per ottenere la qualificazione, e questo ha lasciato un po' di amaro in bocca. Ma, ripeto, non avevamo budgettato l'ingresso in Champions quest'anno". 

STADIO - Fiorentino fa capire che fondamentale per la crescita tecnica e finanziaria della Roma è la realizzazione dello stadio di proprietà: "La legge sugli stadi rappresenta una grande occasione per il paese, un opportunità di crescere. Una legge sugli stadi è l'appetito di molte società italiane, da Roma a Milano a firenze, ma anche in Sicilia. Abbiamo in mano un'opzione importante, la bozza di legge è molto ben fatta, purtroppo si sta arenando su una presa di posizione un po' miope. Speriamo però che questo vento nuovo che c'è nel Paese possa risolvere il problema, e far partire i progetti più credibili e tra questi c'è sicuramente quello di Roma. Abbiamo fatto partire un processo affidato a una società terza esperta del settore per valutare le opzioni più praticabili a Roma, per evitare che ogni membro del Cda potesse farsi una propria idea e far partire il gossip che affonda sempre le idee migliori. Alla fine ci sarà presentata una shortlist di opzioni e sceglieremo insieme ai soci di maggioranza. La logica è da società quotata, ed è la logica con cui si gestiscono decisioni importanti. I tempi per lo stadio? L'importante è che arrivi la legge. Una volta che è chiara, noi ci siamo mossi da tre mesi abbondanti quindi saremo tra i primissimi a partire". 

INVESTIMENTO - Unicredit, ribadisce ancora Fiorentino, non ha alcuna intenzione di 'disimpegnarsi' dall'investimento sulla Roma: "Non è ovvio che una banca investa su una squadra, noi ce la siamo un po' trovata. Ma da sempre lavoriamo per valorizzare ogni nostro asset, ed è lo stesso con la Roma. Il nostro profilo è di grande responsabilità. Fuori da capitale? Noi abbiamo un impegno per accompagnare gli americani, abbiamo anche un'esposizione creditizia, quindi ci interessa avere un punto di vista interno". 

MERCATO - L'investimento riguarda anche il mercato. Fiorentino, però, sottolinea come questo aspetto riguardi soprattutto il management incaricato di gestire la squadra: "Per quel che riguarda l'investimento sul mercato stiamo facendo le ultime valutazioni, mi aspetto proposte finanziare dagli americani e poi con il nuovo staff tecnico valuteremo gli investimenti, considerando quelli fatti già lo scorso anno, visto che sono stati presi molti giovani". 

ALLENATORE - Sicuramente tra gli investimenti da fare sul mercato ci sarà quello per il nuovo allenatore. Si parla sempre più inistentemente di Vincenzo Montella. "E' un nostro cliente. E poi è napoletano...", si limita ad osservare Fiorentino, che poi analizza l'addio di Luis Enrique: "L'ho visto due volte nella mia vita, non posso giudicare l'uomo o il tecnico. La sua spiegazione, direi, è stata disarmante. Alla fine Roma è una piazza dove è molto complicato gestire la squadra. Il livello stress è pazzesco, e lui veniva dalla squadra B del Barcellona, Dal punto di vista personale non ha retto lo stress, ma bisogna sempre rispettare le scelte degli uomini specialmente se comportano delle rinunce, anche economiche".

TOTTI - Nella Roma che verrà, ci sarà sempre un "asset straordinario" come Francesco Totti. "E' un asset straordinario della squadra, e anche un uomo straordinario -commenta Fiorentino-. E questa è una cosa che non si impara. Va gestito con grande intelligenza e vatutelato. Il management tecnico si prenderà questa grossa responsabilità, che però è anche un privilegio". 

GLADIATORI - "Un giocatore che vorrei? -prosegue il dirigente- Il nome non lo dico. Ma vorrei tanti calciatori con la stessa determinazione di De Rossi, la stessa passione di Perrotta e la stessa intelligenza di Totti: vorrei tutta gente che vivesse la propria professione anche come una grande passione. Vorrei giocatori che lasciassero l'anima in campo. Si lavora per questo, in un mondo dove i campioni sono pochi e irragiungibili, si lavora sul temperamento della squadra. Per vedere i famosi gladiatori in campo, e il management deve lavorare per questo, sia per quanto riguarda il tecnico sia per i giocatori".

MANAGEMENT - Il management, spiega ancora Fiorentino "è più importante del nome del presidente". La proprietà lontana, quindi, non influenza la gestione del club. "Per noi è molto importante che la società venga rappresentata da Baldini e soci. Pensiamo di aver un fatto investimento eccezionale sul management, nessuna società in Italia ne ha uno così articolato. Da Baldini a Sabatini, passando per Fenucci. Per noi questo è l'elemento fondamentale e di grande garanzia". 

CALCIOMERCATO: Sfuma Isla, va all'Inter!


(ASROMA24) A febbraio era sembrato vicinissimo ad un futuro  trasferimento in giallorosso, ma ora Mauricio Isla, ventitreenne centrocampista dell'Udinese, sembra aver cambiato idea. Come raccolto ieri dalla trasmissione cilena La Noche del Futbol, la sua scelta sembra essere ricaduta sull'Inter, disposta a spendere gli 11 milioni richiesti dalla società friulana. Altra complicazione per il mercato giallorosso, altro sgarbo dell'Inter, dopo essersi inserita con prepotenza nella trattativa per Rodrigo Palacio: lo stallo sembra legato a quello per la guida tecnica, la vera chiave per programmare l'estate della Roma.

CAPRARI E FLORENZI, la Roma rischia di perderne la metà

IL CORRIERE DELLA SERA (G.Piacentini) - Quando Gianluca Caprari domenica ha segnato la doppietta che ha riportato in A il Pescara, i dirigenti giallorossi sono saltati...



 Il Pescara è pronto a riscattare Gianluca Caprari dalla Roma. La conferma è arrivata ieri per bocca del d.s. degli abruzzesi, Delli Carri. Ma dopo il brillante finale di stagione con la squadra di Zeman, la società giallorossa sarebbe disposta a concedere facilmente una giovane promessa cresciuto nella propria Primavera?  A Trigoria non ne sono molto convinti, ma – come specifica ‘Il Corriere della Sera’ –  salta agli occhi la leggerezza commessa non inserendo nell’accordo la possibilità di un contro riscatto. Se il prezzo elevato di Caprari potrebbe essere un paracadute (1,2 milioni di euro), lo stesso non si può dire per Alessandro Florenzi. Il Crotone potrà riscattare l’ex capitano della Primavera – 34 presenze e 11 gol che gli sono valsi la convocazione nell’Under 21 di Ferrara – pagando solo 250 mila euro. Anche in questo caso, nessuna tutela per la Roma, che per evitare brutte sorprese può solo contare sui buoni rapporti che ci sono col Crotone, dove c’è anche Pettinari, per il quale è stata prevista la formula del contro riscatto. La situazione per il nuovo tecnico è in fase di stallo, e ieri c’è stato un summit a Trigoria tra Baldini, Sabatini e Fenucci.

Montella verso la Roma con Barrientos e Gomez

Ecco tutte le chiavi per sbloccare il ritorno dell'ex attaccante giallorosso nella capitale. Sarà una settimana decisiva per il nuovo tecnico


ROMA - Non è più soltanto una questione di denaro, è diventato anche un problema di risorse umane. Alla fine sarà un giocatore a consegnare la Roma a Montella. E potrebbe non essere un romanista a spostarsi a Catania, ma il contrario. Perché Sabatini sui giovani è intransigente, non vuole concedere la metà di Crescenzi e nemmeno considerare l’ipotesi di perdere Florenzi, e perché Pulvirenti ha tutto l’interesse a vendere bene uno dei suoi gioielli.

PREZZO SU - Ci sarà una supervalutazione dell’usato, come nelle permute delle automobili. Quattro i nomi comparsi finora sul tavolo della trattativa: Gomez, Barrientos, Lodi e Spolli. Naturalmente il costo dei quattro è differente. E proprio su quello si sta trattando. Ma Montella si è impegnato con la Roma e la Roma con Montella. Non ci possono essere sorprese, nonostante quel contratto firmato con il Catania fino al 2013. A questo punto un finale diverso non sarebbe conveniente per nessuno. Nemmeno per Pulvirenti, che si troverebbe in casa un allenatore frustrato da un volo interrotto in fase di rullaggio. Per non parlare della Roma, che trasmetterebbe un’immagine di debolezza: ci interessava l’allenatore del Catania e non siamo riusciti a prenderlo.

BALDINI tratta per Montella. Osvaldo verso il Napoli

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) - É Baldini a scendere in campo in prima persona per sbloccare il nodo Montella. Il dg vuole risolvere la questione...

Baldini è pronto a scendere in campo in prima persona pur di sistemare al più presto la questione allenatore. Come rivela l’articolo de ‘La Repubblica’, il dg giallorosso potrebbe contattare nelle prossime ore direttamente il presidente del Catania, Pulvirenti, e sbloccare definitivamente la situazione. La scelta di Montella sembra convincere anche Fiorentino, vice-direttore generale di Unicredit, socia di minoranza della cordata americana. “Vincenzo è un nostro cliente e poi mi pare sia napoletano…”. Sul fronte mercato, Sabatini sembra essere molto interessato a Mattia Cassani, terzino destro, classe ‘83. In uscita, Osvaldo piace molto al Napoli, trattativa che potrebbe avviarsi dopo la partenza di Lavezzi.

Borini: «Sogno l'Europeo. Roma, voglio restare»

L'attaccante giallorosso: «Credo nel progetto e non butto via quanto fatto in questa stagione»

FELICE PER IL CHELSEA. VOGLIO RESTARE A ROMA - Inevitabile una battuta sulla Roma e sul suo futuro, essendo Borini uno dei prossimi uomini-mercato: "Per quanto mi riguarda voglio restare alla Roma, credo nel progetto e non giudico del tutto negativa questa stagione, anche se non si è conclusa come io e miei compagni speravamo. Zeman? Non lo conosco e conosco poco anche Montella, comunque i miei pensieri adesso sono altri". Uno però lo ha voluto dedicare al Chelsea, dove si è trasferito a 16 anni arrivando anche a esordire in prima squadra con Ancelotti allora tecnico dei Blues: "Sono felicissimo del successo in Champions, da tanto tempo il Chelsea inseguiva quell'obiettivo. Trasferirmi là è stata la svolta".

LA ROMA ottiene il sì di Rolando

IL CORRIERE DELLO SPORT (R.Maida) - Se la memoria potesse evidenziare con un pennarello ogni nome speciale, dalla testa di Walter Sabatini non uscirebbe mai Eriksen...

Walter Sabatini ha un sogno: portare a Roma Christian Eriksen. Talentuoso centrocampista danese dell’Ajax, Eriksen sarebbe il rinforzo ideale per la squadra giallorossa. Come rivelano le pagine odierne de ‘Il Corriere dello Sport’, anche di Eriksen, che in queste ore sta preparando l’Europeo e incrocia tutti i giorni in ritiro Kjaer, la Roma ha parlato alla società olandese quando è stato trattato Van der Wiel. Per ora l’affare non si può fare, ad agosto magari sì. Intanto, la Roma si concentra sul reparto difensivo, quello che più necessita di ritocchi. Sabatini ha la disponibilità di Rolando, mentre ha riscontrato una certa rigidità da parte del Porto, che ha sparato una richiesta di 15 milioni. E’ comunque Rolando il pezzo forte per la difesa immaginata dalla Roma. Non l’unico obiettivo però: il secondo potrebbe essere Silvestre del Palermo, un usato sicuro e affidabile, che è già stato cercato. Ma qui ci sono l’Inter e nelle ultime ore il Tottenham a complicare le manovre di avvicinamento.

lunedì 21 maggio 2012

OBIANG PIACE ALLE ROMA...

(FORZA-ROMA.COM) Walter Sabatini, consigliato dal suo amico Sensibile, ha messo gli occhi su Obiang la scorsa estate e da quel giorno non è più riuscito a toglierli. Il centrocampista spagnolo classe 1992 è un giocatore che a Sabatini piace moltissimo: aveva pensato di portarlo a Roma già a gennaio, ma poi si è reso conto che non avrebbe senso prenderlo e costringerlo a giocare poco. Il direttore sportivo della Roma spenderebbe tranquillamente quei due-tre milioni necessari per portarlo alla Roma, ma vorrebbe dire prenderlo per mandarlo in prestito. Sabatini ci pensa, conscio del fatto che con Sensibile ha una corsia preferenziale.

La Roma conserva il primato (condiviso) di vittorie in Coppa Italia

(FORZAROMA.INFO) In questa stagione non certo memorabile per la Roma, c'è almeno un dato positivo.



Il successo del Napoli nella finale di Coppa Italia contro la Juventus consente ai giallorossi di mantenere il primato di successi nella competizione, (ben nove) a pari merito con la Vecchia Signora. L'ultimo trionfo romanista risale a quattro anni fa: 24 maggio 2008, 2-1 all'Inter nella prima edizione assoluta del torneo con finale unica allo stadio Olimpico. Andarono a segno Mexés e Perrotta, prima dell'inutile gol nerazzurro firmato Pelé.

Per il Napoli si tratta della quarta Coppa Italia (le tre precedenti conquistate nel 1962, 1976 e 1987) e del primo trofeo ufficiale dopo oltre vent'anni d'attesa (l'ultimo nel 1990, la Supercoppa Italiana, conquistata proprio contro la Juve, al San Paolo). I bianconeri non portano a casa la coppa nazionale da ben diciassette anni, ovvero dalla stagione 1994-1995.

Piccola curiosità statistica legata al passato: esattamente dieci anni fa, nel maggio 2002, la Juventus conquistò prima lo scudetto (vincendo 2-0 in trasferta e approfittando del ko per 4-2 della rivale diretta), per poi perdere successivamente la finale di Coppa Italia (contro il Parma).