Il vice-direttore generale di Unicredit: «Per noi il club giallorosso è un asset importante, andiamo avanti con gli americani. Dispiaciuto per addio Luis Enrique. Montella? E' un nostro cliente...»

ROMA - Unicredit continuerà a sostenere l'investimento sulla As Roma, così come sosterrà la partnership con la cordata americana che ha rilevato il club giallorosso. Ad assicurarlo, ai microfoni di 'GR Parlamento', è il vice-direttore generale Unicredit, Paolo Fiorentino. Il dirigente si è detto "dispiaciuto per il mancato ingresso in Champions League", ma, ha sottolineato "il management scelto sta lavorando per raggiungere questo obiettivo". Dal punto di vista tecnico e finanziario, dunque, arrivano ampie rassicurazioni per il futuro della Roma. C'è il rammarico per l'addio di Luis Enrique "perché bisogna evitare che il lavoro fatto vada sprecato", ma anche ottimismo per la crescita della squadra "un asset", afferma Fiorentino "che ci siamo 'trovati', ma che abbiamo intenzione di valorizzare al meglio".
BORSA - Il progetto Roma, quindi, procede senza intoppi. Da valutare, eventualmente, l'ipotesi di un'uscita dalla Borsa nel caso in cui non venissero sottoscritti i prossimi aumenti di capitale: "Dal punto di vista finanziario stiamo rispettando i nostri accordi, se saranno sempre sottoscritti i prossimi aumenti di capitale, andremo avanti, altrimenti valuteremo un'eventuale uscita dalla quotazione. Ma adesso è prematuro parlarne". Nessun problema anche per quanto riguarda qualche lamentela arrivata dal Cda: "Marra si è correttamente lamentato del livello di informazione che passava all'interno del cda. Ha fatto un punto legittimo: Marra ha dato una dimostrazione di sentire responsabilità in quanto membro del Consiglio. Nella riunione successiva, abbiamo fornito il set di informazioni disponibili. Ci lamentiamo che i Consigli siano messe cantate e poi ci sorprendiamo se qualcuno si esprime in pubblico".
AMERICANI - Solida anche la partnership con la cordata americana: "Il nostro interlocutore principale è Jim Pallotta, siamo sempre in contatto, e lui è molto interessato che il progetto decolli. Hanno intenzione di fare un programma che vada in continuità, e sono pronti ad un secondo livello di investimento".
CHAMPIONS - La crescita, dunque, dovrà coincidere anche con i risultati sportivi. La qualificazione in Champions quest'anno è sfumata, ma la prossima stagione dovrà essere tra i principali obiettivi: "La squadra dovrà competere per la Champions, noi siamo interessati che l'asset sia associato a una società che vince. Non è una sorpresa che la Roma non ci sia quest'anno. Sapevamo che era anno di passaggio speriamo di considerare questo come il primo anno di esperienza Mi ha più preoccupato la mancanza di continuità con la guida tecnica, piuttosto che l'assenza della Champions. La squadra certamente poteva fare meglio, lo testimonia il numero sconfitte. Il rammarico è che dobbiamo girare pagina e speriamo che il lavoro fatto quest'anno non vada perso. C'è stato un momento favorevole per ottenere la qualificazione, e questo ha lasciato un po' di amaro in bocca. Ma, ripeto, non avevamo budgettato l'ingresso in Champions quest'anno".
STADIO - Fiorentino fa capire che fondamentale per la crescita tecnica e finanziaria della Roma è la realizzazione dello stadio di proprietà: "La legge sugli stadi rappresenta una grande occasione per il paese, un opportunità di crescere. Una legge sugli stadi è l'appetito di molte società italiane, da Roma a Milano a firenze, ma anche in Sicilia. Abbiamo in mano un'opzione importante, la bozza di legge è molto ben fatta, purtroppo si sta arenando su una presa di posizione un po' miope. Speriamo però che questo vento nuovo che c'è nel Paese possa risolvere il problema, e far partire i progetti più credibili e tra questi c'è sicuramente quello di Roma. Abbiamo fatto partire un processo affidato a una società terza esperta del settore per valutare le opzioni più praticabili a Roma, per evitare che ogni membro del Cda potesse farsi una propria idea e far partire il gossip che affonda sempre le idee migliori. Alla fine ci sarà presentata una shortlist di opzioni e sceglieremo insieme ai soci di maggioranza. La logica è da società quotata, ed è la logica con cui si gestiscono decisioni importanti. I tempi per lo stadio? L'importante è che arrivi la legge. Una volta che è chiara, noi ci siamo mossi da tre mesi abbondanti quindi saremo tra i primissimi a partire".
INVESTIMENTO - Unicredit, ribadisce ancora Fiorentino, non ha alcuna intenzione di 'disimpegnarsi' dall'investimento sulla Roma: "Non è ovvio che una banca investa su una squadra, noi ce la siamo un po' trovata. Ma da sempre lavoriamo per valorizzare ogni nostro asset, ed è lo stesso con la Roma. Il nostro profilo è di grande responsabilità. Fuori da capitale? Noi abbiamo un impegno per accompagnare gli americani, abbiamo anche un'esposizione creditizia, quindi ci interessa avere un punto di vista interno".
MERCATO - L'investimento riguarda anche il mercato. Fiorentino, però, sottolinea come questo aspetto riguardi soprattutto il management incaricato di gestire la squadra: "Per quel che riguarda l'investimento sul mercato stiamo facendo le ultime valutazioni, mi aspetto proposte finanziare dagli americani e poi con il nuovo staff tecnico valuteremo gli investimenti, considerando quelli fatti già lo scorso anno, visto che sono stati presi molti giovani".
ALLENATORE - Sicuramente tra gli investimenti da fare sul mercato ci sarà quello per il nuovo allenatore. Si parla sempre più inistentemente di Vincenzo Montella. "E' un nostro cliente. E poi è napoletano...", si limita ad osservare Fiorentino, che poi analizza l'addio di Luis Enrique: "L'ho visto due volte nella mia vita, non posso giudicare l'uomo o il tecnico. La sua spiegazione, direi, è stata disarmante. Alla fine Roma è una piazza dove è molto complicato gestire la squadra. Il livello stress è pazzesco, e lui veniva dalla squadra B del Barcellona, Dal punto di vista personale non ha retto lo stress, ma bisogna sempre rispettare le scelte degli uomini specialmente se comportano delle rinunce, anche economiche".
TOTTI - Nella Roma che verrà, ci sarà sempre un "asset straordinario" come Francesco Totti. "E' un asset straordinario della squadra, e anche un uomo straordinario -commenta Fiorentino-. E questa è una cosa che non si impara. Va gestito con grande intelligenza e vatutelato. Il management tecnico si prenderà questa grossa responsabilità, che però è anche un privilegio".
GLADIATORI - "Un giocatore che vorrei? -prosegue il dirigente- Il nome non lo dico. Ma vorrei tanti calciatori con la stessa determinazione di De Rossi, la stessa passione di Perrotta e la stessa intelligenza di Totti: vorrei tutta gente che vivesse la propria professione anche come una grande passione. Vorrei giocatori che lasciassero l'anima in campo. Si lavora per questo, in un mondo dove i campioni sono pochi e irragiungibili, si lavora sul temperamento della squadra. Per vedere i famosi gladiatori in campo, e il management deve lavorare per questo, sia per quanto riguarda il tecnico sia per i giocatori".
MANAGEMENT - Il management, spiega ancora Fiorentino "è più importante del nome del presidente". La proprietà lontana, quindi, non influenza la gestione del club. "Per noi è molto importante che la società venga rappresentata da Baldini e soci. Pensiamo di aver un fatto investimento eccezionale sul management, nessuna società in Italia ne ha uno così articolato. Da Baldini a Sabatini, passando per Fenucci. Per noi questo è l'elemento fondamentale e di grande garanzia".