sabato 19 maggio 2012

Bayern e Chelsea a un passo dal sogno

I tedeschi sarebbero i primi a vincere la Champions in casa.
I Blues di Di Matteo inseguono
il primo successo della storia

(LA STAMPA) - Non amiamo Mourinho tuttavia un po’ ci manca. Per chi aveva pronosticato la finale di Champions League tra il Real Madrid e il Barcellona, trovarsi a poche ore da Bayern-Chelsea è come guardare un cerino che brucia mentre si attendevano i fuochi di artificio. Prima che un discorso tecnico è una considerazione di ambiente. Monaco è ancora spoglia, non c’è il clima da finale europea. La maggioranza dei tifosi che gremiranno la Fussball Arena (l’Uefa vieta di chiamarla Allianz perchè non è sponsor della manifestazione) attende l’evento pacificamente a casa propria. E l’avanguardia dei tifosi del Chelsea è ridotta, il grosso si presenterà nell’immediatezza del match sotto il controllo della polizia bavarese, la più preparata e inflessibile in Germania.

Il derby di Spagna avrebbe sviluppato altre attese e nuove polemiche. Immaginate cosa avrebbe detto e fatto lo Special One per caricare a partita. Ma questo è e lo si deve accettare. Il Bayern è un finalista degnissimo, gioca un calcio meno psichedelico del Barça ma per qualità, organizzazione e talento è davvero al "top" europeo. La sorpresa è il Chelsea. Grande club e piccola squadra, almeno fino a marzo. La vedemmo a Napoli in una delle versioni più modeste e sbracate che si ricordino: se quella sera ci avessero detto che sarebbe arrivata in finale avremmo chiamato il 118. Poi è arrivato Di Matteo che non è un genio della panchina ma ha buon senso e la preparazione tattica dell’italiano. Il Chelsea continua a non incantare tuttavia l’ex centrocampista azzurro ha quadrato la fase difensiva che con Villas Boas aveva più buchi di una forma d’Emmenthal. Con un po’ di fortuna e la rigenerazione di Drogba i londinesi hanno corso fino in fondo ed eliminare il Barcellona, che sia stato per catenaccio oppure no, è un merito. Questa sera Di Matteo si gioca l’unica carta per convincere Abramovich a confermarlo in panchina anche se non ha l’appeal che conquista un magnate della nuova Russia. Umanamente siamo dalla sua parte, un senso di giustizia calcistica ci porta a dire che il Bayern merita la vittoria per quanto ha dimostrato in questi mesi. I tedeschi hanno vinto tutte le partite giocate in casa loro e sarebbero i primi nella storia della Champions League (i terzi in assoluto dopo Real Madrid e Inter) a laurearsi campioni d’Europa in casa propria. Il pronostico è con loro ma il Barça e Mourinho hanno già dimostrato con il loro fallimento cosa possiamo fare del pronostico.

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